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Gli ultimi messaggi del Forum

Il coraggio salpa a mezzanotte - Andrea Atzori

Un'impresa quasi impossibile. Forse solo dei ragazzi potevano escogitare un piano così folle! I giovanissimi protagonisti di questa storia ripercorreranno fatti realmente accaduti durante la Seconda Guerra Mondiale. Scopriranno il valore del coraggio, della libertà e scopriranno il forte sentimento dell'amicizia. Libro ben scritto e scorrevole. Un brano del libro: "Possiamo farcela, e ce la faremo. E il nemico non si accorgerà di niente. Man mano che lo diceva, Aghata si sentiva uno strano calore che le agitava il petto. Perché era una follia. Era da incoscienti. Era pericoloso. Ma era bellissimo. E apparteneva a loro."

The stone - Guido Sgardoli

Recensione della Redazione BBRagazzi

A volte ci sono dei libri che spaventano per il loro numero di pagine, si teme di non riuscire ad arrivare alla fine, perché ci si stanca o perché si pensa di non avere il tempo per concludere la lettura e scoprire come va a finire la storia.
Io rientro tra queste persone, ma con "The stone. La settima pietra" ho voluto superare me stessa e mettermi alla prova incuriosita dalle motivazioni che lo hanno scelto tra i finalisti del Premio Strega Ragazze e Ragazzi 2019, da cui poi è risultato il vincitore perché il più votato dai lettori a partire dagli 11 anni:
“The Stone è una corrente impetuosa. Grazie a una lingua tesa e precisa trascina il lettore nel mistero e lo imprigiona in una rete di avventure e relazioni. L’importanza di non indietreggiare di fronte alla verità, di guardare in faccia il meraviglioso e di venire a patti con le proprie paure è al centro di una storia dalle atmosfere gotico-irlandesi.”
Incredibile ma vero, sono arrivata fino in fondo, precisamente fino a pagina 547 dove ci sono i ringraziamenti dell'autore a tutte le persone che hanno reso possibile la scrittura e la pubblicazione della sua opera.
Invito anche te a farti trascinare in questa storia fatta di molti ingredienti: mistero, avventura, amicizia, paura, coraggio. Ti sentirai parte della banda dei quattro ragazzi che non si arrendono di fronte a nulla pur di arrivare a scoprire che cosa ha portato allo sconvolgimento della vita dell'isola e dei loro abitanti.

Nella notte - Concita De Gregorio

Non mi soffermo sulla storia in sé, perché non è nulla di particolare, anzi a volte è infarcita da luoghi comuni, ma questa storia serve da grimaldello per un'attenta, lucida, intelligente, sprezzante indagine sulle storture dell'informazione, con chiari riferimenti al contesto attuale. Un'analisi intelligente e disincantata dei meccanismi che sottendono l'alimentazione delle fake news per attrarre consenso, in una desolante fotografia del ns tessuto sociale, in cui emerge con sempre più urgenza il tema dell'approfondimento delle informazioni, dello studio e del pensiero.

Le parole di mio padre - Patricia MacLachlan

Recensione della redazione BBRagazzi
Poche pagine ma sufficienti per farti emozionare. La delicatezza e la bravura dell'autrice nel toccare argomenti come la perdita di una persona cara, è coinvolgente e delicata. Un elemento importante (forse un consiglio), su cui si basa l'autrice, è la funzione degli animali , in particolare i cani, come aiuto per superare le difficoltà e la tristezza che un lutto può portare. Vale la pena di leggerlo!

Al di là del mare - Lauren Wolk

Recensione della redazione BBRagazzi
Chi sei veramente, cosa si nasconde dietro le tue origini, chi erano i tuoi genitori e perché adesso non sei con loro? Quanti libri scritti attorno a queste domande, a questo fortissimo bisogno di trovare risposte per poter plasmare la propria identità.
Cosa rende allora questo un libro speciale, una storia da leggere?
Sicuramente lei, Crow, la ragazzina protagonista: un animo semplice eppure profondamente sensibile, intelligente, tenace e coraggiosa, capace di emozionarci per la capacità di mostrare senza filtri i sentimenti che la attraversano.
E accanto a lei altri due personaggi che catturano il lettore per la loro autenticità: lo schivo e protettivo Osh a farle da padre e Maggie, a sopperire la mancanza di una madre, così pragmatica e a volte ruvida nei modi, eppure mossa da sincero affetto per Crow, tanto da superare i pregiudizi e le paure che animano gli altri abitanti dell'isola.
Già, perché di isole si deve parlare quanto ad ambientazione, altro elemento di originalità di questa storia: un arcipelago al largo del Massachusetts, avvolto spesso nella nebbia, e i primi decenni del '900 sono i riferimenti precisi che sembrano, tuttavia, lasciare spazio ad una dimensione quasi fuori dal tempo, con richiami all'epoca dei pirati e ai ricchi tesori che lì sarebbero stati sepolti.
Ad affascinare infine è il racconto nel quale, alle intime riflessioni della protagonista, si aggiungono le sfumature dell'avventura e del mistero.

L'alba sarà grandiosa - Anne-Laure Bondoux

Recensione della redazione BBRagazzi
Se sei un giovane lettore l'incipit di questo libro ti farà subito schierare dalla parte di Nine, la giovane sedicenne protagonista della storia; la madre infatti l'ha costretta a salire in macchina e raggiungere un luogo sperduto, lontano dalla città, proprio la sera della festa del liceo: "Non puoi farmi questo, mamma! Non è giusto. Ci sarà tutta la classe, tutto il liceo, tutto l'universo!" grida Nine, ma sarà inutile.
Quello che accade nell'interminabile notte che segue il "rapimento" ha, tuttavia, dell'incredibile.
Un libro avvincente, dalle tante sfaccettature: storia intima che mette al centro il rapporto madre-figlia e allo stesso tempo una sorta di saga familiare; un racconto denso di mistero che non molla il lettore in un susseguirsi di emozionanti colpi di scena e nuove rivelazioni; un viaggio nel tempo, un affresco che accompagna il racconto-confessione della mamma e svela a Nine, insieme alla vera storia della sua famiglia, le vicende sociali e storiche di una stagione lunga trent'anni.

Vincere, ma non solo - Javier Zanetti

In "Vincere, ma non solo" affiorano qua e là i ricordi di una luminosa carriera da calciatore, che si intrecciano con le responsabilità assunte dalla nuova professione, intrapresa dopo l’ultima partita, giocata il 14 maggio 2014. Da allora infatti Javier Zanetti, per molti anni capitano dell’Inter e della Nazionale Argentina, è nella squadra milanese uno stimato dirigente, con la qualifica di vice-president. Da sportivo e da uomo appassionato alla realtà, nel suo libro Javier trasmette al lettore molti suggerimenti, che attinge dalla sua esperienza. Ricorda ad esempio la passione per il calcio, nata in lui quando era ancora bambino e giocava con i coetanei a Dock Sud, il quartiere povero di Buenos Aires dove è nato. Grande stima dimostra di avere sempre avuto per i suoi genitori: il fratello maggiore, anche lui calciatore, la mamma, il papà di professione idraulico che gli ha insegnato ad avere le scarpe sempre lucide (pulendole bene dopo ogni partita giocata), come lui teneva sempre puliti e in perfetta efficienza i suoi attrezzi di idraulico. Già con le squadre argentine nelle quali ha militato (dapprima l’Indipendente, poi i Talleres e il Banfield), Zanetti ha provato successi e delusioni, ma ha mostrato di non perdere la testa nella prosperità e di non abbattersi nelle sconfitte. Nel capitolo “Non temere mai le sfide” racconta di una sconfitta molto amara, che si è però rivelata quanto mai istruttiva, quella della partita con la Lazio, allo Stadio Olimpico di Roma, il 5 maggio del 2002, terminata 4 a 2. “Da quella sconfitta – scrive Zaneti – ho tratto un insegnamento fondamentale: non bisogna piangersi addosso, non macerarsi nella lagna per le ingiustizie vere o presunte, e che rischiano di diventare una zavorra nell’operazione indispensabile di girare pagina e andare avanti. Un leader come me è chi sa aiutare la squadra a ingoiare i bocconi amari e dimenticarli. Se ci si guarda intorno, chiunque troverà esempi di amici o conoscenti che davanti alla sconfitta si sono rifugiati nell’alibi, amaro ma consolatorio, dell’ingiustizia o addirittura del complotto di cui sarebbero rimasti vittima. A volte queste spiegazioni hanno un aggancio con la realtà, a volte no, ma di una cosa sono sicuro: chi vi si aggrappa non ha nessuna speranza di risorgere né di riscattarsi”. Altra delusione quella della partita di Champions League contro il Milan nel 2003, pareggiata 1 a 1 ma che comportò l’esclusione dalla Coppa. Al fischio finale dell’arbitro, l’Inter fu applaudito dai tifosi: “ci stavano dicendo – ricorda Javier – che avevamo vinto qualcosa di più importante dell’accesso alla finale: la partita dell’orgoglio e del dovere compiuto”.
A questa logica si accordano bene altre considerazioni, che traspaiono qua e là nel libro: non dar peso ai voti dei giornalisti ma dare sempre il massimo, in partita come negli allenamenti; allenarsi perciò sempre con assiduità e con grande impegno; rispettare gli avversari e gli arbitri, anche quando sbagliano; essere pronti a cambiare progetto, ma anche tenaci nel verificare quello che si scelto all’inizio di un cammino (non licenziando l’allenatore di una squadra, ad esempio, dopo due sole sconfitte); essere leali in campo, non buttandosi a terra per una leggera spintarella subita, anche se fallosa. Grande tenacia e passione il Capitano dell’Inter e dell’Argentina ha mostrato fino al termine della sua carriera di calciatore, dopo un grave infortunio: “Avevo quasi quarant’anni, tutti hanno creduto che la mia storia in campo fosse terminata quel giorno, invece io mi dicevo: no, Javi, non finirà così, l’ultima partita della tua vita uscirai dal campo con le tue gambe e non su una barella. Adesso mi operano, poi recupero e torno a giocare: questo pensavo e così è stato”.
Da quando è Vice-president della squadra di club nella quale ha giocato più a lungo Javier ha dovuto riqualificarsi, ancora una volta mostrando grande passione e lodevole impegno, affrontando con entusiasmo, tra altri compiti, la fatica di imparare bene l’inglese e di diventare uno studente dell’Università Bocconi. In un paio di flash l’autore fa capire anche quanto sia importante la famiglia: racconta infatti che nel quartiere di Buonos Aires dove abitava da bambino c’era una ragazza che gli piaceva parecchio: “spesso andavo a vederla giocare, anzi direi che non mi perdevo una sola partita pur non capendo quasi niente di pallacanestro: la bella ragazza si chiama Paula e oggi è mia moglie”. A lei e ad altri amici Javier deve la scelta di una fondazione, chiamata Pupi, con la quale aiuta dei ragazzi poveri residenti in Argentina, consentendo loro di praticare il calcio e favorendo la oro crescita umana e morale. Paula è poi stata determinante, insieme ai figli, nella scelta di non passare ad altre squadre, né da calciatore né da dirigente, per poter dare una stabilità alla famiglia, che risiede a Como. Con lei – confida ancora Javier – “anche adesso che ho smesso con il calcio professionistico cerco di allenarmi tutti i giorni. Mi piace fare fitness con mia moglie, abbiamo una palestra in casa e, quando ci sono delle belle giornate facciamo una camminata sul lago, tra andata e ritorno sono dieci chilometri che rappresentano già un buon allenamento, e questi sono anche i momenti solo per noi, in cui possiamo parlare, coltivare il rapporto di coppia che nell’arco della giornata è troppo spesso distratto da tanti impegni”.
Molti sono i personaggi, dello sport e non, incontrati da Zanetti. Da tutti ha imparato, che fossero compagni di squadra o avversari, giornalisti o uomini politici: tra gli altri, ammirati per la loro professionalità e tenacia, Mourinho, che ha portato l’Inter a vincere la Triplete, e Nelson Mandela, venuto a salutare i calciatori prima di una partita giocata a Johannesburg il 13 maggio 1995. “Mi sono trovato a stringere la mano a un uomo che ha cambiato la storia del suo paese e del mondo intero” – ricorda Javier –, che del leader nero ha ben impressa nella memoria una frase: “Io non perdo mai. O vinco o imparo”, perché “nessuna sconfitta è mai davvero tale se ne cogli il significato profondo e la utilizzi per non ripetere gli errori che hai commesso”.
(Gregorio Curto_03-11-2019)

Sotto le mura di Vienna: il romanzo di Giovanni Sobieski / Jan Dobraczynski

Le intricate vicende politiche e militari dell’Europa del diciassettesimo secolo, nelle quali è coinvolto Giovanni Sobieski, si intrecciano nel romanzo di Dobraczynski con la vita familiare dell’eroe polacco, al quale la cristianità deve la prestigiosa vittoria contro l’esercito turco, conquistata “sotto le mura di Vienna” l’11 e 12 settembre 1683.
Giovanni è un nobile polacco, combattente valoroso ed abile stratega, qualificato già dalle prime pagine del romanzo come etmano (cioè capo supremo dell’esercito del suo Paese), quando a regnare sulla nazione si trova Visniowicki, un monarca osteggiato da molti sudditi, che lo ritengono debole ed inadeguato alla carica che ricopre. A complicare il già intricato quadro politico della Polonia, dove fanno sentire la loro voce autorevole, tra gli altri, il Primate, il Vice-cancelliere ed altre autorità civili e religiose, si inseriscono le alleanze e le inimicizie tra le nazioni: l’Impero e la Francia, l’Elettore del Brandeburgo, la Lituania invasa dai Turchi. Ed è proprio davanti alla minaccia di questi ultimi, appoggiati dai Tartari, che Sobieski ottiene un primo clamoroso successo militare presso Chocin. Il successo procura all’etmano un grande favore, che la folla gli dimostra a Leopoli, in occasione delle esequie del re Visniowicki, da poco estinto.
Il romanzo prosegue narrando le vicende del protagonista divenuto re della Polonia, lasciando intendere che una parte rilevante nell’acquisizione di questo titolo sia da attribuire all’intraprendenza della moglie dell’etmano, la francese Marysienka, altro personaggio chiave dell’intreccio. Alternate alle vicende politiche e militari, Dobraczynski presenta infatti al lettore gli avvenimenti e i sentimenti della sfera affettiva e familiare di Sobieski. Marysienka è una donna ambiziosa ed esigente: ama l’eleganza e il lusso, desidera apparire e distinguersi nell’alta società; si rallegra dei successi del marito, ma esige nel contempo che il consorte si dedichi maggiormente alla famiglia, dimostrando di non inseguire soltanto il successo nei campi di battaglia. Dal matrimonio nascono più figli: dapprima delle femminucce, da piccole non in buona salute; poi Giacomo, che il padre porterà con sé nella campagna militare in difesa della città di Vienna, assediata dai Turchi. La salute della stessa Marysienca è a fasi alterne buona o precaria, dipendendo non poco dalle attenzioni che le dedica o non le dedica il marito, come si viene a sapere dalla fitta corrispondenza che si scambiano i coniugi durante le campagne militari che impegnano Sobieski.
Il culmine del successo è raggiunto dal re polacco quando egli si assume in prima persona l’impegno di raccogliere il consenso di numerosi stati cristiani nella lotta contro i turchi, che assediano la città di Vienna. L’iniziativa di aggregare più forze militari nazionali, auspicata e favorita anzitutto dal papa Innocenzo XI, ha buon esito; l’esercito raccolto è tuttavia molto meno numeroso di quello turco, che da parecchie settimane assedia Vienna . Suscitano perciò grande emozione e trepidazione le pagine che narrano della inaspettata strategia di Sobieski (attraversare i boschi di una impervia altura) per attaccare il nemico all’improvviso su tutta l’estensione della pianura; mentre nell’accampamento turco il comandante Kara Mustafà vive ore sempre più drammatiche, che lo porteranno ad uccidere con una freccia la sua compagna (la bella Lelila) a lasciare il comando a Sari Hussejn, a fuggire portando con sé “la bandiera del Profeta”. L’accampamento turco è presto saccheggiato dalla cavalleria dell’esercito comandato da Sobieski, i nemici si danno alla fuga, la città di Vienna è liberata dell’assedio turco. Tutto questo avviene in poche ore, tra il pomeriggio dell’11 e le prime ore del giorno 12 di un settembre freddo e umido. All’invasione dell’accampamento turco partecipano baldanzosi anche i cavalieri pesanti della Baviera al grido Gott mit uns. “Quindi passarono di corsa reggimenti su reggimenti: polacchi, bavaresi, sassoni, imperiali. L’immensa massa della cavalleria, quasi un largo blocco di lava, spezzò in un sol colpo le linee nemiche e, inseguendo gli avversari in fuga, li raggiunse fin nell’interno dell’accampamento turco. Sari Hussejn cercò di contrapporre alla carica la sua cavalleria, ma i cavalieri turchi vennero dispersi e calpestati. Il fragore degli zoccoli, il grido dei cavalieri alla carica, le urla dei calpestati andarono a formare un unico frastuono. Fu impossibile respingere quell’attacco. Il sole tramontò dietro i colli, l’aria cominciò a farsi scura, mentre i cavalieri infuriavano impetuosi nell’accampamento, calpestavano gli uomini, abbattevano le tende, distruggevano i recinti, da cui il bestiame fuggiva in massa. Stavano riducendo in polvere una potenza che era venuta a portar guerra all’impero e al cristianesimo.”
L’epilogo narra di una Marysienka, parecchi anni dopo, vedova e non più giovane, che per qualche tempo insegue ancora il successo nell’alta società. Si trasferisce a Roma, dove viene ospitata nel ricco palazzo di Livio Oldescalchi ed ottiene per il padre l’ambito titolo di cardinale. L’anziano Marchese d’Arquien non fa però onore alla sua porpora, dimostrandosi un uomo tutt’altro che integerrimo, in cerca soltanto di piaceri. Marysienka, ormai settantateenne, si risolve quindi ad andare ad abitare in Francia; non sarà però accolta alla corte di Versailles: lontana dai figli, si sentirà una “povera disgraziata”, stimata e amata solo dalla giovane nipote Maria Casimira.
(Gregorio Curto_23-11—2019)

Il libro che non sopportava i bambini - Christine Naumann-Villemin

Recensione della Redazione BrianzaBiblioteche Ragazzi:

Può un bambino essere amico di un libro? È Il libro stesso a rispondere: assolutamente no. Lui non vuole essere letto, non vuole essere maltrattato e disturbato, men che meno da un bambino. Il povero libro viene però continuamente preso, disegnato e portato in giro. Un giorno, però, accade l’inaspettato: i due si aprono improvvisamente l’un l’altro, si raccontano a vicenda e scoprono di aver trovato tesori inestimabili come compagnia, amicizia e gioia. Sfogliando le pagine del libro si svela una storia coinvolgente, un racconto di chi è riuscito a trovare un amico per la vita.

Norvelt - Jack Gantos

Recensione della redazione di BrianzaBiblioteche Ragazzi:

La narrazione ha un fondo di autenticità perché la città di Norveltesiste davvero (fu fondata come modello di comunità durante la Grande Depressione da Eleanor Roosevelt) e l’autore vi è nato: la storia, ambientata nel 1962, ha dunque uno scenario reale anche sevia via assume i contorni del giallo e il protagonista, il tredicenne Jack, si trova davanti alle morti sospette di un numero consistente di vecchiette e al sospetto che dietro di loro possa esserci l’originale miss Volker che è un po’ la custode della storia e delle memoriedella città. Il romanzo ha pagine divertenti e corre via leggero.

L'uomo con il violino - Kathy Stinson, Dusan Petricic

Recensione della Redazione di Brianzabiblioteche Ragazzi:
Joshua Bell, uno dei violinisti più bravi al mondo, suona in incognito nel gennaio del 2007, in una stazione della metropolitana di Washington. Pochississimi si fermano ad ascoltarlo, tra questi diversi bambini che vengono trascinati via dai loro genitori frettolosi. Scrive Bell: " La musica richiede immaginazione e curiosità, due doti che ai bambini non mancano, e credo che il mondo sarebbe un posto migliore se l'inclinazione naturale di ogni bambino verso la musica fosse coltivata, sia a scuola che a casa."
Questo libro illustrato narra questa bellissima storia.

Capriole sotto il temporale - Katherine Rundell

Recensione della Redazione di BrianzaBiblioteche Ragazzi:

Romanzo d’esordio di Katherine Rundell, ambientato in Zimbabwe, dove lei stessa è cresciuta, ha messo nella storia di Will un po’ del suo vissuto, della libertà del periodo africano e del dramma che ha vissuto quando, a quattordici anni, la sua famiglia si è trasferita in Belgio. Katherine Rundell, con il suo stile poetico ed evocativo, ci regala un libro che ci sprona ad affrontare con coraggio i cambiamenti che ci spaventano e gli ostacoli della vita. Basta avere coraggio e credere che dopo un temporale, ci sarà sempre il sereno ad aspettarci.

Orizzonti selvaggi - Carlo Calenda

E’ il primo libro di un politico che leggo e ho fatto abbastanza fatica a seguirlo in tutte le sue parti.

Più per un mio limite, penso, nel cogliere appieno le parti teoriche e filosofiche, che per un fatto di discorsività, perché quando si trattava di seguire l’excursus di eventi era molto chiaro.

Resta comunque un libro politico e quindi di parte e rivolto a chi tende verso questa parte.

Mio voto 06/10.

Io, Tituba strega nera di Salem / Maryse Condé ; traduzione di Maria Adelaide Mori

Recensione a cura di Sara Valentino

Quanto accadde a Salem nel 1692 è rimasto nella nostra memoria collettiva come un triste e drammatico ricordo. Ne ho letto spesso in vari romanzi e saggi con riportati i processi veri e propri.

Maryse Condè in questo suo romanzo del 1992, da pochissimo riproposto in questa nuova edizione dalla casa editrice Giunti a seguito anche del premio vinto (nel 2018 Nobel alternativo per la letteratura), ci racconta una storia che parte da più lontano. Parte da un imprecisato giorno quando Abena sedicenne dalla pelle nere viene violentata su una nave, la Christ the King, e poi acquistata come schiava. Nacque da questa violenza la piccola Tituba. “C’è molto sporco qui. Non avevo più voglia di vivere, per me la vita era una pozzanghera d’acqua nera da evitare.”

Non passerà molto tempo e Abena sarà impiccata, la prima delle innumerevoli tragedie che solcheranno la vita di Tituba. Sarà affidata a Man Yaya una vecchia curatrice con poteri medianici, sarà lei a crescere e istruire la giovane Tituba finchè il cielo glielo consentirà, sarà lei a insegnarle a curare, a guardare con gli occhi del cuore e a vedere oltre il velo della vita.

“Si allontanò, non senza che io cogliessi l’espressione di tristezza che le era calata sul volto. Senza dubbio vedeva a quel punto l’inizio del compiersi del mio destino. La mia vita, fiume che non potrà mai essere interamente deviato”

Tutto il romanzo è permeato della struggente situazione in cui i neri erano costretti a vivere, la schiavitù.
Segue
http://septemliterary.altervista.org/io-tituba-strega-nera-di-salem-di-maryse-conde/