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Uno, nessuno e centomila / Luigi Pirandello
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Pirandello, Luigi

Uno, nessuno e centomila / Luigi Pirandello

Roma : Newton Compton, 2013

Abstract: Avevo ventotto anni e sempre fin allora ritenuto il mio naso, se non proprio bello, almeno molto decente. Ha inizio così l'odissea di Vitangelo Moscarda, quando un commento distratto della moglie lo inchioda a una tremenda verità: gli altri ci vedono in modo diverso da come ci vediamo noi stessi. La sua vicenda è lo specchio della crisi dell'io, tra prospettive che mutano e punti di riferimento che si perdono. Tra gli esiti più nuovi della letteratura del Novecento, l'ultimo romanzo di Pirandello è la storia di un naufragio dell'esistenza: in seguito al cortocircuito iniziale, il protagonista arriva ad accettare l'incompletezza di sé attraverso la via della rinuncia e della solitudine, fino all'abbandono definitivo di ogni coesione interna, fino alla follia. Come ebbe a dire l'autore stesso, dei suoi romanzi Uno, nessuno e centomila è il più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita.

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Pubblicato per la prima volta nel 1926, Uno, nessuno e centomila è il più celebre romanzo di Luigi Pirandello dal titolo emblematico: uno, colui che vediamo in noi stessi, nessuno, ciò che decide di essere il protagonista alla fine della storia, e centomila, le identità che gli altri riconoscono in noi.

Quando la moglie gli fa notare un'imperfezione al setto nasale di cui mai s'era accorto, Vitangelo Moscarda, pigro figlio di un usuraio, matura una crudele verità: gli altri ci vedono in modo diverso da come vediamo noi stessi. Comincia così il suo esodo, fatto di riflessioni, scoperte ed esperimenti, e dopo un'iniziale amarezza, impara ad accettare l'incompletezza di sè.

"Mi si fissò in mente il pensiero ch'io non ero per gli altri quel che finora, dentro di me, m'ero figurato di essere."

In questo volumetto di poco più d'un centinaio di pagine, Pirandello ribalta e sbriciola la vita di un uomo qualunque, osserva ogni frammento della sua realtà, e di quella che gli altri gli fabbricano. Scompigliando le quotidianità dei suoi personaggi, mette in luce nuovi aspetti dell'identità, che ora sappiamo riconoscere in soggettiva ed oggettiva, ed elabora un'idea di frammentazione di sé nuova per il periodo di pubblicazione del libro. In ogni capitolo i semi del dubbio che lancia all'inizio del romanzo crescono, fino ad arrivare alla follia di Vitangelo, che nel corso delle pagine subisce una profonda introspezione e sviluppa una maggiore consapevolezza di sé.

"Io mi costruisco di continuo e vi costruisco, e voi fate altrettanto. E la costruzione dura finché non si sgretoli il materiale dei nostri sentimenti e finché duri il cemento della nostra volontà."

Uno, nessuno e centomila è un classico da non perdersi, capace di divertire, far sorridere e far riflettere, grazie al linguaggio ironico e amaro del protagonista, che in queste pagine raccoglie i suoi pensieri e le sue constatazioni, in un filo conduttore attorcigliato che accompagna in una profonda riflessione sul senso della vita.

Voto: 4,5/5 ⭐

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