Community » Forum » Recensioni

La mia famiglia e altri animali / Gerald Durrell
5 1
DURRELL, Gerald

La mia famiglia e altri animali / Gerald Durrell

Firenze : Sansoni, c1990

21 Visite, 1 Messaggi
Utente 26700
25 posts

Gerard Durrell (Gerry, io narrante) è un ragazzetto di dieci anni. La mamma (Louie), vedova benestante e madre di quattro figli, vive in Inghilterra ma decide un bel giorno di trasferirsi per qualche tempo, con l’intera famiglia, a Corfù, incantevole isola della Grecia. Al termine di una ricerca non priva di intoppi, trova una casa che ritiene adeguata al bisogno in una vecchia villa color rosa fragola. Tipi originali ed eccentrici, i componenti la famiglia Durrell, in continuo contrasto per indole e passioni, (diverse e ben marcate in ciascuno di loro) ma simpaticamente capaci di stare insieme in una convivenza dove, alla fine, prevalgono tolleranza, comprensione e un profondo sincero affetto reciproco. Il maggiore dei figli di Louie si chiama Larry e ha ventitré anni: è un letterato-filosofo che si crede capace di tutto, ma difetta decisamente di senso pratico; Leslie, diciannove anni, è un appassionato di caccia ma mal sopporta (come del resto Larry) la familiarità che Gerry ha con gli animali; Margo è una ragazza di diciotto anni spigliata, amante dell’eleganza, comprensiva e tollerante come la madre (anche nei confronti delle stravaganze del fratello minore). In Gerry è viscerale e smisurata la passione per gli animali, ben radicata in una grande curiosità; egli è un acuto e paziente osservatore della natura, desideroso di apprendere nuove conoscenze, tanto per esperienza diretta quanto da maestri, purché questi non lo annoino con vacue didattiche libresche.
Si può inoltre ragionevolmente considerare un componente della famiglia anche il cane Roger, almeno nell’ottica di Gerard, che lo porta sempre con sé nelle sue escursioni, frequenti e proficue, dalle quali torna spesso a casa con nuovi animali di varia foggia. Ecco allora fare la loro comparsa insetti e rettili: forbicine, scorpioni, tartarughe, mantidi e gechi. Agli esemplari con i quali entra in confidenza Gerry dà un nome, come accade al geco Geronimo, che sconfigge in un memorabile duello la mantide Certfolio. Drammatici, ma ad onor del vero anche spassosi, i vari guai procurati da altri animali, come le gazze, che un brutto giorno mettono a soqquadro la stanza di Larry, rovinandogli dei preziosi manoscritti, o i serpenti che Leslie si trova, inattesi e importuni ospiti, nella vasca nella quale si immerge per lavarsi dopo una impegnativa battuta di caccia.
Accanto ai membri della famiglia Durrell, molti altri personaggi entrano via via in azione: dapprima il fedelissimo tuttofare Spiro, un nativo dell’isola che sa comunicare con una sgrammaticata ma efficace lingua inglese; la domestica Lugaretzia, sempre timorosa del peggio e intenta a lamentarsi dei suoi malanni; il detenuto (in temporanea libertà vigilata nei fine-settimana), con il quale Gerry stringe amicizia e dal quale riceve in dono un bel gabbiano. Ci sono poi i vari insegnanti del protagonista: dapprima George, poi Peter, infine il signor Kralefsky, che conquista il suo discepolo mostrandogli una soffitta e un terrazzo strapieni di gabbie abitate da una quantità di uccelli di diverse specie; e ancora il famoso scienziato Theodore Stephanides, che regala al suo giovane amico, incontrato una prima volta casualmente, un prezioso microscopio e degli appassionanti dialoghi, per molti giovedì, davanti ad una tazza di tè. Interessanti anche altri personaggi secondari, come i giovani amici invitati da Larry (per ospitare i quali si provvede nientemeno che a trasferirsi in una villa più grande) e la famigerata prozia Ermione, per scansare la quale si dovrà escogitare un terzo trasloco.
La lettura del libro è istruttiva e divertente: avvincenti e spiritosi i dialoghi tra i componenti la famiglia Durrell; curate le descrizioni, sia degli ambienti che dei personaggi (osservati dallo sguardo penetrante e schietto del piccolo Gerard); animati i parapiglia che si creano in diverse circostanze, specialmente in occasione della festa di saluto ai numerosi amici. Suggestivi, infine, l’addio all’Isola della famiglia (quando si imbarca per tornare in Inghilterra, salutata dai commossi Spiro, Theodore e Kralefsky) e i molti “dialoghi” degli animali con Gerry; questi, osservando attentamente il loro comportamento, ne coglie motivazioni e sentimenti (come si trattasse di creature umane), che vengono espressi non di rado con mirabili metafore o similitudini. Così accade, ad esempio, al cospetto della rondine che depone le uova:
-Allora si voltò, abbassò l’estremità posteriore della buca e rimase così, con un’espressione estatica sulla faccia, mentre con aria distratta deponeva le uova. Rimasi molto stupito e ammirato e mi congratulai vivamente con lei per quell’impresa, mentre lei mi guardava meditabonda muovendo la gola in su e in giù.
Così pure davanti alle gazze devastatrici, chiamate “Garze” dopo uno storica storpiatura del nome dovuta a Spiro:
-Le Garze, evidentemente sospettando che Larry fosse un corriere della droga, avevano coraggiosamente battagliato col barattolo del bicarbonato di sodio e ne avevano sparso il contenuto su una fila di libri, che adesso parevano una catena montuosa coperta di neve.
Metafore e similitudini del resto, veri tocchi di poesia, abbondano anche nelle descrizioni di persone e cose, come la seconda abitazione dei Durrell a Corfù:
-La villa ci era piaciuta non appena Spiro ce l’aveva fatta vedere. Si ergeva, decrepita ma estremamente elegante, in mezzo agli ulivi ubriachi e aveva l’aria di una damigella del diciottesimo secolo adagiata tra un nugolo di domestiche. Le sue attrattive erano immensamente valorizzate, almeno ai miei occhi, dalla scoperta di un pipistrello che si era rifugiato in una delle stanze e penzolava a testa in giù da una persiana, stridendo con tetra malevolenza.
(Gregorio Curto_16-06-2020)

  • «
  • 1
  • »

774 Messaggi in 758 Discussioni di 86 utenti

Attualmente online: Ci sono 23 utenti online