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Dante
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Barbero, Alessandro <1959- >

Dante

Bari ; Roma : Laterza, 2020

Abstract: Dante è l’uomo su cui, per la fama che lo accompagnava già in vita, sappiamo forse più cose che su qualunque altro uomo di quell’epoca, e che ci ha lasciato la sua testimonianza personale su cosa significava, allora, essere un giovane uomo innamorato o cosa si provava quando si saliva a cavallo per andare in battaglia. Alessandro Barbero segue Dante nella sua adolescenza di figlio d’un usuraio che sogna di appartenere al mondo dei nobili e dei letterati; nei corridoi oscuri della politica, dove gli ideali si infrangono davanti alla realtà meschina degli odi di partito e della corruzione dilagante; nei vagabondaggi dell’esiliato che scopre l’incredibile varietà dell’Italia del Trecento, fra metropoli commerciali e corti cavalleresche. Il libro affronta anche le lacune e i silenzi che rendono incerta la ricostruzione di interi periodi della vita di Dante, presentando gli argomenti pro e contro le diverse ipotesi e permettendo a chi legge di farsi una propria idea, come quando il lettore di un romanzo giallo è invitato a gareggiare con il detectivee arrivare per proprio conto a una conclusione.

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Utente 8608
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Dante, il Sommo poeta. La maggior parte di noi, io sicuramente, conosciamo e ricordiamo il Dante delle scuole superiori, la Divina Commedia, quel “nel mezzo del cammin di nostra vita…”. Ne abbiamo studiato la vita, in maniera approssimativa magari, piuttosto le sue opere e il suo pensiero politico.

L’uomo Dante però non lo conoscevo, grazie a “Dante” del professor Alessandro Barbero ho affrontato un viaggio nel tempo e sono così “sbarcata” nel 1289.

11 giugno 1289, giorno di San Barnaba ci troviamo con l’esercito fiorentino in marcia attraverso il Casentino. La battaglia di Campaldino si combattè proprio qui, in questo giorno, tra guelfi e ghibellini. A questa battaglia partecipò anche Dante Alighieri tra i feditori, in prima linea. Come lo sappiamo? Il primo a raccontarlo è l’umanista Leonardo Bruni che nel 1436 scrisse “Vita di Dante”. Il Bruni era di Arezzo e la sconfitta di quella battaglia un po’ gli bruciava. Quindi Dante non era solo impegnato negli studi ma era, naturalmente un giovane come tutti gli altri. A quel tempo certamente essere giovani significava andare in guerra per la patria. Nella Commedia si trova poi un passo dove Dante ne fa menzione.

e vidi già cavalier muover campo,

e cominciare stormo e far lor mostra;

e talvolta partir per loro scampo;

corridor vidi per la terra vostra,

o Aretini, e vidi gir gualdane,

fedir torneamenti e correr giostra. Inf.XXII 1-6

Dante ammette di aver paura, era umano del resto, ma il saggio qui presente l’ho apprezzato anche e soprattutto per averci permesso di sbirciare nella vita e nelle inevitabili debolezze del Sommo poeta, senza voler essere profani e scomodarlo dal posto supremo che per noi occupa. Lo sottolineo ma perchè, pur amando molto la saggistica a volte è corredata da termini aulici, in questo caso ho apprezzato la dote di Barbero nel divulgare accompagnando il lettore nella Storia del personaggio.

Molto bella e interessante tutta la parte dedicata alla famiglia di origine di Dante, al capostipite degli Alighieri. Cacciaguida figlio di Adamo ( curiosissima per me la questione della nascita dei cognomi, a quel tempo lo avevano solo le famiglie importanti e influenti) potrebbe essere il trisnonno di Dante, le date tornano, c’è tutta una bella analisi che funge da albero genealogico, una serie di indizi che inducono a costruirlo.

“Il poeta ebbe un padre anziano che morì presto, e con cui non deve aver avuto un rapporto troppo intimo; in tutta la sua opera non lo menziona nemmeno una volta”

Dobbiamo ricordare che i documenti sono pochi e magri, la ricostruzione avviene anche attraverso ritrovamenti casuali, per esempio un biografo di inizio Ottocento affermava di aver visto un libro d’armi del 1302 e vi era raffigurato lo stemma degli Alighieri. Per quanto riguarda la madre di Dante, sappiamo il suo nome, monna Bella, solo in base a un accordo per la divisione tra i figli di Dante.

Non mancano chicche su particolari versi della Commedia e le svariate congetture che i dantisti hanno ipotizzato alfine di dare senso a testi piuttosto oscuri.

Dicevo all’inizio che Barbero ci offre un biglietto speciale per passeggiare nella Firenze che vide i natali di Dante, ci porta tra i sestieri della città, non sappiamo nemmeno con esattezza la sua data di nascita, nè la casa che doveva essere grosso modo dove ora c’è il museo Casa di Dante.

E Beatrice? Non manca certo di parlarci di lei, il professore e lo fa introducendo un altro punto cardine e misterioso, e a noi di Septem i misteri piacciono parecchio. L’incontro tra Dante e Beatrice, ce lo dice Dante stesso nella Vita nuova, avviene quando lui aveva nove anni. Il numero nove, un numero importante nella simbologia dantesca.

L’attenzione di Dante per le corrispondenze numeriche mostra la sua conoscenza della filosofia antica, sceglie il numero 3 per costruire la sua opera. Il 3 rimanda alla Trinità Cristiana, alla perfezione e alla conoscenza. Il 9 è il quadrato di 3, rappresenta il cambiamento e l’invenzione.

Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e ‘l salir per l’altrui scale.

Queste terzine le ho sempre amate, possiamo vederci anche noi in queste parole struggenti, cariche di significato per chi deve abbandonare cose care, la patria, la sua terra.

Rigoroso, approfondito ma anche dilettevole, consigliato perchè è un lavoro storico effettivamente meritevole che riscopre le caratteristiche dell’uomo Dante, con le sue incertezze, le contraddizioni anche, un uomo del Medioevo.

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