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L'enigma della camera 622
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DICKER, Joël

L'enigma della camera 622

Milano : La nave di Teseo, 2020

Abstract: Un fine settimana di dicembre, il Palace de Verbier, lussuoso hotel sulle Alpi svizzere, ospita l'annuale festa di una importante banca d'affari di Ginevra, che si appresta a nominare il nuovo presidente. La notte della elezione, tuttavia, un omicidio nella stanza 622 scuote il Palace de Verbier, la banca e l'intero mondo finanziario svizzero. L'inchiesta della polizia non riesce a individuare il colpevole, molti avrebbero avuto interesse a commettere l'omicidio ma ognuno sembra avere un alibi; e al Palace de Verbier ci si affretta a cancellare la memoria del delitto per riprendere il prima possibile la comoda normalità. Quindici anni dopo, un ignaro scrittore sceglie lo stesso hotel per trascorrere qualche giorno di pace, ma non può fare a meno di farsi catturare dal fascino di quel caso irrisolto, e da una donna avvenente e curiosa, anche lei sola nello stesso hotel, che lo spinge a indagare su cosa sia veramente successo, e perché, nella stanza 622 del Palace de Verbier.

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Utente 140
3 posts

Il libro sembra un feuilleton, un romanzo d’appendice ottocentesco ricco (troppo) di intrecci, non credibili colpi di scena e personaggi inesistenti in quanto impersonati da un soggetto mascherato, le cui maschere sono di una perfezione tale che per quindici anni riesce a ingannare non solo i colleghi ma anche l’amante.
La vicenda è tanto complessa da non consentire di individuare il colpevole, impresa nella quale non è riuscito nemmeno l’autore, costretto alla fine ad addossare la colpa non a un personaggio insospettabile, ma a un figurante che agisce per salvare il suo protetto, che a sua volta accetta il carcere per non far perdere l’onore al vero colpevole.
Un romanzo inutilmente lungo, inutilmente complesso. Inutile.

Utente 3193
5 posts

Sono pienamente d'accordo con l'utente 140 che ha scritto esattamente ciò che volevo scrivere io, un inutile feuilleton di ben 632 pagine, uno stile di scrittura molto elementare e basico, trama assurda che sfiora il ridicolo, spiace che Joel Dicker stia vivendo a rimorchio del successo del suo primo libro

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