Non parlare delle cose non le fa scomparire...


 

 

 

Alcuni pensano che si viva meglio

SE CI SI DIMENTICA DELLA MORTE,

se non si pensa alle cose tristi.

Altri credono che per cogliere il senso della vita

bisogna mettersi in testa che è fragile

E CHE NON DURERA' PER SEMPRE”

(Oscar Brenifier)

 



Il benessere e il progresso del mondo occidentale hanno di molto allungato le nostre aspettative di vita portandoci a riflettere sempre meno sulla morte che spesso tende ad apparirci lontana e quasi estranea; e così rischiamo di perdere di vista la consapevolezza del fatto che la morte stessa è parte della vita, per poi doverla affrontare all'improvviso senza esserne preparati.
Certo la morte è ampiamente trattata sotto forma di spettacolo e rappresentazione (giochi, film, immagini) ma difficilmente ci viene proposta come esperienza di vita.
È come se una sorta di pudore, a volte di paura, avesse creato un vuoto culturale intorno a questo tema.
Inoltre gli adulti, a loro volta affranti e travolti dalla perdita, tendono ad allontanare i bambini e i ragazzi da questo dolore e dai rituali della morte (veglie, esequie, raduni di parenti) pensando di proteggerli, ma di fatto togliendo loro l'opportunità di capire e di rielaborare con il sostegno dell'adulto il loro personale lutto. Non parlare delle cose non le fa scomparire ...
Il libro permette all’adulto di parlare al bambino, al bambino di porre domande all’adulto e al ragazzo permette la ricerca di un confronto.
Il libro permette una vicinanza, uno stare, un ritagliarsi un tempo da condividere, per parlare e per stare in silenzio, per scegliere insieme una storia e per scegliere quella giusta.
Un libro è uno strumento che ci permette uno spazio di identificazione anche quando si parla di morte, ed anche quando si parla di una morte che fa male, a noi vicina.
Una storia permette di colmare con la consapevolezza lo spazio vuoto tra la realtà e ciò che si fa fatica a dire. Il bambino, il ragazzo e l’adulto possono scegliere così le parole, le immagini che servono a loro, per raccontare e per raccontarsi.

 

Perchè? Le parole per dirlo