Una vita sottile
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Gamberale, Chiara

Una vita sottile

Abstract: "Oggi la mia vita sottile è convinta di volersi dilatare per sentire addosso quanto più mondo è possibile, e anche se fa male, basta che sia vero."C'è un'adolescenza "spensierata e forse banale e forse scontata", e poi c'è la malattia che all'improvviso divora tutto. Alla fine di quello smarrimento, Chiara – la protagonista di questo romanzo, il primo di Chiara Gamberale, che dell'autrice porta il nome e il cognome – sente che per riemergere, per ritrovare il filo dell'identità, non deve insistere a guardare in faccia il buio, ma deve rivolgere lo sguardo alle persone che la circondano. Perché non ci esauriamo nel nostro dolore, anzi: forse la nostra vera essenza continua ad agitarsi ai bordi del dolore, che nel caso di Chiara è quello di una terribile forma di anoressia e bulimia, "un dolore lungo e magro, in bianco e nero".Così, è un teatro dell'assurdo quello in cui subito il lettore entra all'urlo di "bisogna essere intensi", una girandola di sogni, amicizie, paure, buio che fa capolino da una sensibilità spiccatissima. Chiara appare attraverso i legami con gli altri, che sia la scrittura dei diciotto diarietti riempiti insieme a Cinzia sui banchi di scuola o l'amicizia quasi d'amore con Emiliano, che sia la professoressa Ricca del liceo Socrate, che giocava con le parole e ha insegnato a Chiara a farlo, oppure il cane Jonathan, a cui "importa solo che io sia e ci sia". Gli anni dell'adolescenza scorrono attraverso una scrittura che, com'è stato immediatamente notato dai recensori, "è ariosa, delicata, penetrante, toccata dalla grazia della leggerezza", ma nello stesso tempo rivela in controluce tutta la sofferenza, la fatica di vivere che riempie ogni storia di senso e di gratitudine.Chiara Gamberale esordisce a vent'anni con un romanzo accolto con entusiasmo da pubblico e critica, dove i lettori possono scoprire già molto dei libri che l'autrice darà successivamente alla luce: il continuo rimando all'autobiografismo – "attingo a piene mani dal circostante" –, la scrittura viva, duttile nel mescolare alto e basso, la capacità di creare un dialogo espressivo e duraturo con i lettori.


Titolo e contributi: Una vita sottile

Pubblicazione: Feltrinelli Editore, 31/10/2018

EAN: 9788807033223

Data:31-10-2018

Nota:
  • Lingua: italiano
  • Formato: EPUB con DRM Adobe

Nomi:

Dati generali (100)
  • Tipo di data: data di dettaglio
  • Data di pubblicazione: 31-10-2018

"Oggi la mia vita sottile è convinta di volersi dilatare per sentire addosso quanto più mondo è possibile, e anche se fa male, basta che sia vero."C'è un'adolescenza "spensierata e forse banale e forse scontata", e poi c'è la malattia che all'improvviso divora tutto. Alla fine di quello smarrimento, Chiara – la protagonista di questo romanzo, il primo di Chiara Gamberale, che dell'autrice porta il nome e il cognome – sente che per riemergere, per ritrovare il filo dell'identità, non deve insistere a guardare in faccia il buio, ma deve rivolgere lo sguardo alle persone che la circondano. Perché non ci esauriamo nel nostro dolore, anzi: forse la nostra vera essenza continua ad agitarsi ai bordi del dolore, che nel caso di Chiara è quello di una terribile forma di anoressia e bulimia, "un dolore lungo e magro, in bianco e nero".Così, è un teatro dell'assurdo quello in cui subito il lettore entra all'urlo di "bisogna essere intensi", una girandola di sogni, amicizie, paure, buio che fa capolino da una sensibilità spiccatissima. Chiara appare attraverso i legami con gli altri, che sia la scrittura dei diciotto diarietti riempiti insieme a Cinzia sui banchi di scuola o l'amicizia quasi d'amore con Emiliano, che sia la professoressa Ricca del liceo Socrate, che giocava con le parole e ha insegnato a Chiara a farlo, oppure il cane Jonathan, a cui "importa solo che io sia e ci sia". Gli anni dell'adolescenza scorrono attraverso una scrittura che, com'è stato immediatamente notato dai recensori, "è ariosa, delicata, penetrante, toccata dalla grazia della leggerezza", ma nello stesso tempo rivela in controluce tutta la sofferenza, la fatica di vivere che riempie ogni storia di senso e di gratitudine.Chiara Gamberale esordisce a vent'anni con un romanzo accolto con entusiasmo da pubblico e critica, dove i lettori possono scoprire già molto dei libri che l'autrice darà successivamente alla luce: il continuo rimando all'autobiografismo – "attingo a piene mani dal circostante" –, la scrittura viva, duttile nel mescolare alto e basso, la capacità di creare un dialogo espressivo e duraturo con i lettori.

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