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Recensione della redazione di BBRagazzi
Gennaio 1944, Liliana e suo padre vengono portati al binario 21 della stazione Centrale di Milano. Da quel binario sotterraneo, da dove partono le merci e il bestiame verso una destinazione ignota: il primo passo verso l'annientamento degli ebrei. Dopo una settimana di viaggio arrivano ad Auschwitz e una prima drastica selezione viene attuata : chi tenere come schiavo ai lavori forzati e chi mandare alle camera a gas. Divisi tra uomini e donne , Liliana e suo padre vengono separati , le loro mani allontanate e, pian piano, si perdono di vista: Liliana non lo rivedrà mai più.
"...Nessuno dei due voleva far vedere la disperazione dell'altro, soprattutto io. Al'inizio lo salutavo da lontano, ma poi lui scomparve dalla mia vista, lo cercati tanto, ma non lo vedevo più. Quel ricordo è eterno dentro di me. La spianata bianza come la neve. Udire quel comando: uomini a destra e donne a sinistra. Io che perdo la mano di mio padre. Fu il mio ultimo istante con lui".